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L'OPINIONE INAUGURIAMO UNA NUOVA
RUBRICA A CUI TUTTI SE VOGLIONO POSSONO INTERVENIRE CON LE PROPRIE
OPINIONI SULLE ACLI
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LA CRISI ECONOMICA: PER UN PROGETTO DI SOLIDARIETA’ La crisi economica generalizzata in tutto il mondo ci preoccupa, ma nello stesso tempo ci spinge a rivendicare una ampia riforma strutturale a vantaggio della solidarietà fra i cittadini. Le preoccupazioni sono tante. Ognuno di noi non c’è la fa più, fra tanti, numerosi e costosi barzelli della società moderna: bollette dell’energia elettrica, bollette del gas, bollette dell’acqua, bollette della raccolta rifiuti solidi urbani, bollette telefoniche, finanziarie varie, ecc. La crisi economica è tale che ogni giorno molti cittadini perdono il loro posto di lavoro, alcuni più fortunati con il dolcino della Cassa Integrazione, altri neppure questo. Ogni giorno le condizioni di sicurezza sulla occupazione di ognuno si riducono a vantaggio della mobilità, del lavoro occasionale e precario, e se preferite, a vantaggio della incertezza. Le prospettive di uscita da tale situazione economica e finanziaria, a detta di tanti, non sono certe, né come condizione, né come tempi. Ciò non ostante ciascuno di noi sarebbe disponibile ad accettare i sacrifici che ci vengono imposti dalle condizioni generali e dai nostri governanti. Ma……., ci chiediamo, come è possibile che in un periodo di crisi, la nostra società, la nostra Nazione, i nostri governanti; non siano determinati a proporre le opportune riforme strutturali a) Che si riducano gli sprechi, determinati per lo più a vantaggio di alcuni privilegi. b) Che si eliminino, o almeno riducano e si razionalizzino, quegli Enti inutili, o comunque poco produttivi, ( Vedi: ATO, Consorzi Pubblici, Commissioni Varie, Enti non meglio precisarti, Organismi di studio, ecc.) che unico risultato negli ultimi anni è stato quello di garantire uno stipendio (spesso di lusso: vedi gli amministratori degli ATO) a chi vivendo nelle varie segreterie politiche di questo o quel deputato, gli consentano mantenersi, incrementare un potere parallelo a quello legittimo, sperperare risorse preziose, consentendo loro di non dover soffrire il dovere di lavorare come tutti gli altri noi normali cittadini. c) Che vengano liberalizzati i servizi pubblici locali a vantaggio di chi vuole effettivamente lavorare e imprimendo l’impronta della concorrenza con riqualificazione degli stessi e riduzione dei costi. d) Che vadino a lavorare i coniugi dei deputati, i loro parenti, i loro portarbarsa, i ruffiani e i servi del potere; perché la loro stessa presenza umilia il lavoro di tanti onesti cittadini, mortifica la democrazia e crea i presupposti per la deviazione dalla legalità. e) Che si ponga finalmente un limite alla diffusa corruzione della nostra società, dei suoi amministratori e ai tanti trafficanti del sistema. f) Che si ponga inizio alla riduzione dei processi burocratici, che riducono le possibilità per chi vuole lavorare e allungano i tempi per l’avvio di qualsiasi iniziativa. Ognuno si noi ha indubbiamente il dovere di contribuire a mantenere lo stato ed i suoi servizi a vantaggio dell’intera comunità. E’ un principio di solidarietà, che nobilita la funzione pubblica, giustifica il pagamento dei servizi e delle tasse, disonora gli evasori ad ogni livello e in ogni condizione. Gli sprechi, i privilegi e la tanta corruzione e deviazione, offendono ognuno di noi, ci rendono insofferenti, deludono le nostre aspettative e, ancora peggio, non giustificano i nostri sacrifici, oggi più che mai gravosi. Che questi nostri dirigenti statali, regionali e ad ogni livello, in un momento di grave crisi finanziaria ed economica, che tocca direttamente molti di noi, o comunque i nostri amici o semplicemente i nostri vicini di casa; abbiano almeno la sensibilità di riformare il sistema perché siano visibili i rapporti di solidarietà fra le persone; perché la crisi economica possa evolversi presto e perché, dopo, si possa vivere meglio e tutti. Terme Vigliatore
15.02.2009 Vito Aliquò |
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L’OMBRA DELLA MAFIA SU TERME VIGLIATORE Tutti abbiamo il dovere di reagire e porre in essere le condizioni perché emerga la verità a tutela di tutti noi, delle nostre attività professionali,della nostra rispettabilità e del nostro futuro. Lo
scioglimento dell’amministrazione comunale per sospetta infiltrazione
della delinquenza organizzata, il suicidio dell’amico prof. A.
Parmaliana e la pubblicazione del dossier relativo all’indagine “zunami”;
pongono i cittadini di Terme Vigliatore e le poche attività
imprenditoriali in uno stato di svantaggio sociale. |
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DOPO LE ELEZIONI
AMMINISTRATIVE Le elezioni sono
appena concluse, ed è giunto il momento di prendere coscienza del nostro
dovere di rappresentanza e di servizio verso tanti numerosi amici e
nostri elettori.
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LE ACLI DI MESSINA, FINALMENTE COMMISSARIATE!? Dopo
essere stato commissariato l’En.A.I.P.- Messina (ente di formazione
professionale dei signor Carbonaro, Ardiri, Lorello, …, già delle
Acli di Messina), anche la sede provinciale dell’associazione è stata
commissariata. | ||||||||
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COMMISSARIATO L’En.A.I.P.- MESSINA E’ il
momento di riflettere sulle cause che negli ultimi anni, così
vistosamente, hanno determinato il degrado finanziario, produttivo,
organizzativo e politico del maggiore dei servizi delle Acli di
Messina Terme Vigliatore
27.05.2007
Vito Aliquò | ||||||||
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L’En.A.I.P.- MESSINA VERSO IL COMMISSARIAMENTO L’ente delle Acli di Messina verso il commissariamento, sembra con quasi 2.000.000 di Euro di debiti, la mancanza di un progetto imprenditoriale, una gestione di tipo familiare e fra scandali di assunzioni interessate. L’En.A.I.P. di Messina sommersa dai debiti modifica il suo statuto e va verso l’inevitabile ed opportuno commissariamento. La gestione quale “azienda di famiglia”, attuata dal gruppo di potere delle Acli di Messina, forti dei loro pacchetti di tessere, senza un progetto imprenditoriale, senza un progetto politico; utilizzata per interessi particolari e contro gli “avversari”, ha determinato la sua irreversibile crisi. La perdita di visibilità, il decadimento della sua funzione, la sua emarginazione nel contesto politico e sociale provinciale, il mancato utilizzo delle sue numerose professionalità, il rifiuto delle idee e dell’apporto dei Circoli e degli associati; sono le naturali conseguenze del tipo di gestione attuata negli ultimi anni. Purtroppo nulla, malgrado tutto, sembra cambiato. Il gruppo di potere, con l’aiuto probabile di qualche dirigente regionale e nazionale, tiene immutato il potere fra superbia ed arroganza. D’altronde sé non cambia il sistema del tesseramento, difficilmente possono cambiare realmente le cose. Chi ha il potere di acquistare pacchetti di tessere mantiene intatto il suo potere, osannato dai vassalli del potere, dagli esperti di comodo, dagli interessati a vario titolo. Mi chiedo, sé nella vicenda dell’Enaip non ci siano risvolti di ordine penale! Mi chiedo ancora, ma i revisori dei conti, chiaramente amici del gruppo di potere dominante, ha mai denunciato prima la situazione finanziaria con le cause che l’hanno determinata? Si sono pronunciati sulle assunzioni facili dei figli dei dirigenti-potenti delle Acli ed Enaip? Ancora, i dirigenti regionali e nazionali delle Acli, hanno mai valutato l’opportunità di attuare un commissariamento serio delle Acli provinciali di Messina, così come richiesto dal Circolo “Piersanti Mattarella”? E’ probabile che ancora alcuni dirigenti vogliano occultare la reale situazione finanziaria, politica e democratica delle Acli di Messina; la modifica dello statuto En.A.I.P., può essere probabilmente il modo di tentare di nascondere la situazione. A nome del circolo “Piersanti Mattarella”, chiedo le copie dei bilanci dell’ente di formazione degli ultimi cinque anni. In verità per ovvi motivi dubito che ciò ci sarà concesso; ma questo sarebbe un vero atto di trasparenza, visto che l’ente, per quanto di mia conoscenza, non presenta bilanci pubblici. La stessa questione dell’En.A.I.P., ritengo valga anche per gli altri servizi: Patronato e Caf, e con forza lo indico ai miei dirigenti regionali e nazionali. Voglio lasciare spazio alla speranza. Spero che chi ha sbagliato ed abusato del potere acquisito, sia anche capace di riconoscere i suoi errori. Spero che Coloro, che con il loro silenzio, o la loro interessata accondiscendenza, o la loro complicità, hanno consentito l’ emergenza “democratica” delle Acli di Messina, siano capaci di porre con forza la loro dissociazione. Spero che i dirigenti regionali e nazionali, ai quali esprimo la mia fiducia, pongano fine al degrado Messinese. Da parte mia ed a nome di tutti gli iscritti al Circolo Piersanti Mattarella, dichiaro la nostra disponibilità a superare ogni questione e dare la nostra completa disponibilità con spirito di umiltà per dare nuova vita alle Acli di Messina ed ai suoi servizi.
Vito
Aliquò | ||||||||
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CONTRO IL DISPOTISMO DEL PRIMO MINISTRO, VOTIAMO UN "NO" CONVINTO E CONSAPEVOLE. DOCUMENTO DELLE ACLI SUL REFERENDUM 33421. ROMA-ADISTA. Una
condanna senza appello, quella pronunciata dalle Acli sulla riforma
costituzionale approvata a colpi di maggioranza dalla Casa delle Libertà
nella scorsa legislatura. Le Acli si erano già impegnate nella raccolta
delle firme per il referendum confermativo del 25 e 26 giugno e avevano
aderito al comitato "Salviamo la Costituzione" che lo ha promosso. Non
costituisce quindi una sorpresa il documento approvato dalla Direzione
nazionale che invita i propri iscritti e tutti i cittadini ad andare a
votare "No" "convinti e consapevoli", esortando tutte le Acli a livello
locale ad aderire e sostenere i comitati per il "No".
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ACLI MESSINA – PERCHE’ IL COMMISSARIAMENTO Dopo la presa di posizione delle Acli di Terme Vigliatore, nulla è cambiato? ! ==============14 maggio 2006============== Con il mio intervento intendo esprimere il mio completo compiacimento per la presa di posizione chiara del Circolo “Piersanti Mattarella” di Terme Vigliatore, che chiede il commissariamento della sede provinciale di Messina. La motivazione di una così drastica richiesta trova ampia giustificazione con riferimento all’occupazione degli organi dirigenziali provinciali da parte del gruppo Carbonaro – Ardiri - Lorello. Occupazione consentita dopo che numerosi iscritti sono stati indotti a lasciare l’associazione e dopo aver addomesticato il sistema della partecipazione con un tesseramento non veritiero. Il risultato è sotto gli occhi di tutti, personale gestione ed acefala dei servizi (anche sé fallimentare), assunzione sfacciata dei propri familiari, rapporti contestati con i dipendenti, comportamenti omertosi, rapporti professionali non chiari, mancanza di qualsiasi bando di fornitura e di locazione, assenza sociale, mancanza di motivazione culturale, servilismo politico - elettorale. Insomma le ACLI sono state occupate da un gruppo di potere che ha dimenticato la storia dell’associazione, qualsiasi impegno sociale, il dovere della partecipazione e del coinvolgimento ed ha utilizzato l’associazione prevalentemente per fini personali e per egoismo. Le ACLI con la gestione Carbonaro – Ardir i- Lorello, sono sprofondate nell’oblio e nel silenzio culturale ed ormai non rappresentano nulla e nessuno. Gli stessi dipendenti dei servizi hanno perso ogni fiducia nell’associazione finendo con l’essere rappresentati esclusivamente dalle organizzazioni sindacali e concedendo alle Acli la sola funzione di “datore di lavoro”. Il presidente Carbonaro, che prima candidamente dichiarava di porsi al di sopra dei partiti, (io ho sempre affermato che lo stesso fosse funzionale e collaterale ad alcuni politici locali), finalmente ha gettato la maschera, e si è candidato per le elezioni regionali del prossimo 28 maggio 2006 nella lista di “Autonomia Siciliana”, vicina ritengo alla lega Nord. Sa benissimo di non aver nessuna possibilità di essere eletto, d’altronde, pur dimissionario nelle Acli, mantiene il suo potere nei servizi e resta non sostituito alla presidenza dell’associazione nella attesa penso di essere rieletto dopo le elezioni. Dicevo, sa bene Carbonaro, di non avere alcuna possibilità di essere eletto, perché nulla ha fatto per rappresentare i cittadini, né personalmente, né nella qualità di presidente provinciale della Acli; non ha costruito un’associazione con capacità di presenza politica, né ha mai rivendicato un’autonomia politica per l’Associazione; né, ancora, la sua candidatura nasce da una scelta collegiale ed ampia. Sa bene di non avere possibilità, tant’é che risulta insignificante la sua campagna elettorale, senza molto impegno e senza alcuna spesa. Allora, perché si è candidato? Aspetto con impazienza la giustificazione; intanto fino a quando non spiegherà le sue motivazioni, ritengo che la stessa sia motivata ancora una volta dalla sua volontà di essere funzionale ad altri. Ancora una volta ritengo Carbonaro responsabile di aver asservito le Acli ad un progetto personale di servizio ad altri, mortificando il diritto degli associati nella loro autonomia di poter essere protagonisti anche in politica. In queste condizioni, appare urgente che la presidenza Nazionale e quella regionale intervengano a Messina per garantire il pluralismo dell’associazione ed il distinguo fra interessi dell’associazione ed interessi personali dei suoi dirigenti. Vito Aliquò
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UN’OCCASIONE PER UNA NUOVA FASE POLITICA, SOCIALE E CULTURALE A TERME VIGLIATORE Le associazioni dei lavoratori Italiani (Acli) si pongono in un ruolo di congiunzione fra la gente ed i partiti politici e propongono una nuova stagione politico- amministrativa.
Questo momento rappresenta, dopo il 22 dicembre 2005, il livello più basso mai raggiunto nel comune in termine di fiducia verso le istituzioni, di partecipazione politica ed in sintesi: di democrazia. Indipendentemente, sé i commissari saranno mantenuti nel loro ruolo, o anche nel caso in cui il ricorso proposto dal Sindaco reimmettesse l’amministrazione Gennaro; il mese di maggio o giugno del 2007 si tornerà a votare, ponendo fine a questo degradante stato di cose; ponendo fine all’occupazione delle istituzioni comunali. Il silenzio colpevole di chi è responsabile della situazione fa pensare!!!! Le Acli anche in questa fase, sono rimaste luogo di confronto, di discussione e di proposta; ed in tale circostanza intendo porre, sia come sollecitazione agli uomini liberi, sia anche come provocazione, alcune degli argomenti e proposte maggiormente discusse, anche s’è chiaramente non dettagliate e non definitive al fine di poter raccogliere ed integrare le idee ed osservazioni che emergeranno nei prossimi mesi nella società. Solo indicativamente, proponiamo: 1) Riorganizzare gli Uffici comunali; con riduzione da sette a tre aree amministrative e con la possibilità del futuro sindaco di scegliere anche all’esterno, ove lo ritenesse opportuno, i responsabili delle aree stesse. Ridare fiducia e responsabilità ai singoli dipendenti, superando incomprensioni ed eventuali emarginazioni verso tutti. Porre in essere tutti gli adempimenti per stabilizzare i dipendenti precari, affidando loro ruoli e responsabilità stabili e permanenti. 2) Dare certezza del diritto a tutti i cittadini; stabilizzando procedure ed interpretazioni, al fine di dare certezza e garanzia a tutti. A tale proposito va evidenziato che le interpretazioni dei regolamenti e delle procedure non possono avere il carattere politico, ma oggettivo ed in funzione alla facilitazione dell’attività dei singoli. Le interpretazioni non possono cambiare al cambiare dei referenti politici, né possono essere dettate da consulenze legali, spesso di comodo ed interessate, ma poste ad ampio confronto e con l’ausilio dei pareri degli appositi Uffici, comunali, provinciali, regionali ed altro. In tali ipotesi, occorrerà coinvolgere nella partecipazione le istituzioni locali, la scuola, la Chiesa, le Associazioni, nonché le forze dell’Ordine e la stessa Prefettura. 3) Dare un nuovo ruolo di “Tutor” all’amministrazione comunale ed al nuovo Consiglio comunale, al fine di garantire gli interessi, sociali, culturali, politici ed economici di tutti i cittadini di Terme Vigliatore, riconoscendo e garantendo a tutti il diritto di pari cittadinanza. 4) Trasformare il comune nel senso dalla fruibilità del territorio ed in funzione delle attività produttive esistenti: le Terme, il Vivaismo, l’Artigianato, il Commercio, ecc. creando percorsi preferenziali di collegamento fra le Terme, la piazza Municipio ed il mare. E’ appena il caso richiamare la poco nota proposta delle Acli, ma parimente ritengo molto importante, per la creazione di una darsena per l’approdo di piccole imbarcazioni turistiche, da diporto e commerciali fra la via Del Mare e la saia Catanzaro; ridefinendo l’intero lungomare, la fruibilità del mare stesso e la passeggiata relativa; nonché ripensando il modo di essere e di affermarsi delle attività produttive connesse. 5) Promuovere e partecipare attività economiche e produttive al fine di creare nuovi posti di lavoro ed opportunità di sviluppo per gli imprenditori locali. Ritengo sia giusto ed opportuno affermare le possibili alleanze e strategie per rendere possibile una nuova fase politica. Personalmente ritengo vada riconfermata l’alleanza con il gruppo politico del dott. Bartolo Cipriano, al quale chaiarmente intendiamo dare il nostro apporto per il suo sperato successo nella competizione elettrorale per il rinnovo del parlamento regionale. Confermiamo senza incertezze la fiducia per l’operato del Sindaco dott. Nicolò Gennaro. Ciò non ostante appare opportuno non dimenticare la nostra autonomia politica, la nostra differenziazione organizzativa, il fatto stesso di essere un’associazione con forti tradizioni storiche, poliche, culturali e sociali. In tali circostanze appare normale che le Acli possano ricercare sul territorio nuove e parallele alleanze, eventualmente anche con persone e gruppi che non hanno condiviso l’amministrazione uscente. Appare pure legittimo individuare e rivendicare ruoli politici ed amministrativi che, chiaramente, non possono essere riconosciuti esclusivamente ad altri. Il comune appare precipitato nell’ombra del declino, ma grandi appaiono le possibilità per ciascuno di noi ed insieme per tutti. A tutti porgiamo la nostra attenzione, la nostra stima e le nostre speranze. Vito Aliquò
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Con la conferenza le ACLI di Terme Vigliatore, fedeli al loro tradizionale ruolo di animatori dal punto di vista sociale e politico, alla luce del commissariamento del comune hanno inteso precisare il ruolo amministrativo ricoperto dalle stesse e dai propri iscritti, provvedendo a correggere le deformazioni e strumentalizzazione della vicenda ed avviando una nuova stagione politica. La conferenza alla presenza di numerosi cittadini, ex amministratori e rappresentanti della Stampa, hanno espresso la posizione dell’Associazione sui principali temi amministrativi e politici locali: consorzio industriale; lottizzazioni; finanziamenti pubblici; finanziamenti privati; lavori delle ferrovie; organizzazione degli uffici comunali; future alleanze, ecc. La conferenza è stata condotta dal presidente ing. Vito Aliquò, dall’ex assessore Filipponeri Squadrito e dal dirigente del circolo avv. Vincenzo Mandanici. I temi trattati sono numerosi in un processo di sviluppo molto intenso, dove tutto è stato messo in discussione, e nello stesso tempo dove si è confermato con forte coerenza la presenza dell’Associazione nel futuro politico ed amministrativo del comune. Nessuna sorpresa: le ACLI si candidano ad essere riferimento nella politica del futuro, fatta di professionalità, onestà e fortemente ancorata ai valori Cristiani ed ai principi della legalità. Nella conferenza emerge un progetto da verificare e confermare, secondo il quale le ACLI promuoveranno una lista nelle prossime elezioni comunali di Barcellona P.G.., in considerazione del ruolo promotore che la città del Longano dovrebbe ricoprire nel comprensorio e in riferimento ai numerosi servizi comuni (depuratore, Ospedale, Autostrada, ecc.) Per tale possibilità numerose sono state i commenti positivi espressi nell’occasione e nei giorni successivi. Pur confermando il sostegno politico ed elettorale alla coalizione di Centro Sinistra nelle prossime competizioni elettorali Nazionali e Regionali, considerano non fondamentale e quindi non scontato il sostegno alla lista della Margherita, rimandato alla decisione degli organi dirigenti del Circolo. Ai politici locali le Acli chiedono di essere riconosciuti ed individuati come tali, senza esplicito riferimento ad alcun partito. In sintesi si riportano gli argomenti principali trattati nella conferenza: a) Rispetto per il Decreto di Scioglimento del Consiglio comunale: pur non ritenendosi soddisfatti e non condividendo le decisioni relative al commissariamento, ritengono di dover osservare i provvedimenti assunti come rispetto delle istituzioni ed esprimono gli auguri ai Commissari per una gestione proficua dell’attività amministrativa del comune. Respingono ogni facile tentativo di condanna generalizzata e non dimostrata dell’intera classe politica ed affidano alla Magistratura la propria aspettativa di chiarezza in riferimento alle eventuali responsabilità individuale dei singoli. Su tale argomento sollecitano la pubblicazione della Relazione redatta dalla Commissione prefettizia di indagine amministrativa e chiedono che con urgenza le eventuali responsabilità dei singoli vengano trasformate in formali procedimenti giudiziari. b) Sostegno alla iniziativa del consorzio industriale: Le Acli contestano la citazione negativa del consorzio emersa nel Decreto di Scioglimento del Consiglio Comunale del 23 dicembre 2005; ribadiscono la validità della iniziativa promossa dall’Amministrazione comunale e successivamente concretizzata con una Convenzione stipulata fra il presidente del Consorzio e il tecnico comunale geom. Vincenzo Torre, al quale è demandato il solo obbligo per conto del comune di provvedere all’esproprio del terreno oggetto dell’insediamento produttivo ed individuato dal Piano Regolatore Generale nelle forme e con i valori dettate dalle leggi vigenti. Confermano la loro fiducia verso il Consorzio; e negli adempimenti che ogni parte in causa rispetterà in riferimento agli obblighi assunti, al fine di evitare inutili perdite di tempo, gravi danni per l’economia locale e forti responsabilità amministrative. Sollecitano la definizione della procedura di esproprio nel rispetto dei diritti dei proprietari ed affittuari dei terreni interessati, invitando tutti a tralasciare le speculazioni politiche e gli atteggiamenti inconcludenti di Chi tutto vuole affossare e distruggere, cancellando opportunità di crescita della società non più rinviabili e deludendo legittime aspettative, degli artigiani ed imprenditori locali. Contestano la verità “politica” costruita al fine di denigrare gli avversari politici in dispregio degli interessi generali della comunità locale. c) Sostegno al ruolo e funzioni dei Commissari ministeriali. In più passaggi le Acli hanno confermato la loro fiducia nel ruolo e funzioni dei Commissari Ministeriali insediatisi nel comune per la gestione della amministrazione, che ovviamente non può essere limitata, ma costituire continuità con le Amministrazioni precedenti per quanto riguarda le attività già avviate e, nello stesso tempo, forte discontinuità del modo tradizionale di amministrare. Specificatamente e prioritariamente individuano nella riorganizzazione delle Aree funzionali del comune e nella riorganizzazione degli Uffici l’elemento principale e qualificante del ruolo dei Commissari. Ritenendo che per ogni possibile responsabilità degli amministratori, non potrà non essere contemporaneamente accertata la responsabilità dei Capi Area, pertanto si capisce come la riorganizzazione degli Uffici sia indispensabile per il futuro del comune e, nello stesso tempo, appare chiaro come il mancato intervento sugli Uffici e sulle Aree, anche nel caso di accertata responsabilità degli amministratori, renderebbe per certi versi inutile il Decreto di scioglimento del Consiglio comunale, e per altri, pericoloso per il rischio di consolidamento di interessi illegittimi. All’attenzione dei Commissari, ma sicuri del loro proficuo operato, si sollecitano: - il ripascimento del litorale del comune; - la realizzazione delle opere di intermediazione ambientale concordati con le ferrovie a fronte del grave impatto ambientale subito dal territorio comunale; - la risoluzione della grave situazione della viabilità extracomunale, sia in riferimento al ponte sul torrente Termini, sia alla litoranea, sia anche per la inesistenza di strade alternative; - il ripristino della caserma dei carabinieri. Sull’argomento le Acli ritengono la presenza dei Commissari una opportunità per superare eventuali incomprensioni e per correggere eventuali errori nella procedura per la individuazione dei nuovi locali.
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Terme Vigliatore: Sciolto il Consiglio Comunale. La notizia, pur attesa, ha creato molti malumori e qualche approvazione. La notizia, per ora solo giornalistica non essendo stato notificato alcun atto amministrativo al comune, apparsa sulla stampa il 21 dicembre u.s., con la quale si pubblicava notizia dell’avvenuto scioglimento del Consiglio Comunale, e quindi dell’Amministrazione del comune di Terme Vigliatore, ha bruciato sul nascere le attese e le speranze riposte nella nuova Giunta Municipale promossa dal Sindaco Nicolò Gennaio, e che il giorno prima con la nomina ad assessore del sottoscritto, aveva trovato il suo completamento. Si Finisce un’amministrazione regolarmente eletta e legittimata dal voto popolare nel maggio 2002, dopo aver democraticamente sconfitto la lista di Centro – Destra promossa dal senatore Domenico Nania da una parte, e la lista dei D.S. dall’altra. La motivazione sembrerebbe quella dell’asserita ingerenza della criminalità organizzata nella gestione amministrativa. A tale proposito non si capisce s’è il provvedimento è attuato per salvaguardare la gestione del comune rispetto ad amministratori deviati e quindi portatori di interessi della criminalità organizzata, o a salvaguardare gli amministratori stessi dall’ingerenza della criminalità organizzata esterna all’amministrazione. In verità, sono molteplici le cose che non si capiscono bene, ed, in effetti, non si capisce come mai: a) si è aspettato la fine di dicembre per prendere un provvedimento a seguito un’inchiesta ispettiva ministeriale insediatasi già nel mese d’aprile 2005; b) non si capisce perchè proprio a Terme Vigliatore e solo a Terme Vigliatore, visto che in altri comuni sono successi fatti eclatanti di presenza della criminalità organizzata senza l’avvio di analoghe ispezioni: vedi il comune di Falcone dove è stato arrestato un assessore; vedi il comune di Barcellona P.G. dove è stato arrestato un Consigliere comunale; vedi il comune di Santa Lucia del Mela, dove sono stati registrati pesanti atti intimidatori contro in libero professionista. Insomma, perché la commissione, perché a Terme Vigliatore e perché solo a Terme Vigliatore. Perché si è preferito prendere provvedimenti generalizzati che, nell’opinione pubblica, suonano come accusa indistinta verso tutti gli amministratori comunali, e non si è provveduto a denunciare alla magistratura i soli responsabili di fatti criminosi eventualmente riscontrati? Non condivido l’idea di porre sotto accusa un’intera classe dirigente in modo così generalizzato; compromettendo l’immagine delle persone per bene presenti nella amministrazione stessa e finendo con l’essere molto benevoli verso gli eventuali veri responsabili. Il dubbio è che la politica abbia potuto influenzare le scelte, mortificando la democrazia e la volontà popolare; insomma il dubbio è che la stessa indagine amministrativa sia un atto indotto politicamente, anche s’è eventualmente dovuto da parte del signor Prefetto, con denunce varie e articoli giornalistici, predisposto per creare le condizioni di rivincita a persone politicamente e democraticamente sconfitte. Personalmente non ho molta simpatia verso provvedimenti che non distinguono fra i singoli. Mi aspetto che la relazione redatta dalla Commissione d’indagine ministeriale sia urgentemente posta a conoscenza e a disposizione degli amministratori e di tutti i cittadini di Terme Vigliatore, e che la Magistratura, a cui esprimo la mia incondizionata stima e fiducia, possa al più presto fare chiarezza sulle eventuali responsabilità dei singoli. Aspetto di poter conoscere dettagliatamente ed approfonditamente i fatti accaduti al fine di poter assumere le determinazioni più opportune. Già da ora, dichiaro: a) di confermare la mia fiducia al Sindaco dott. Nicolò Gennaro; da me considerato comunque al di fuori di ogni possibile fatto riscontrabile; b) di rispettare, anche s’è con molte perplessità, la decisione assunta dal Consiglio dei Ministri, sollecitando la notifica degli atti consequenziali e la pubblicazione della relazione ispettiva; c) di essere disponibile alla collaborazione con i commissari che saranno designati nel comune. Ritengo che i fatti e le delibere vagliate dalla commissione ispettiva mostreranno la vera natura della gestione pubblica nel comune negli ultimi dieci anni e la relazione redatta dai commissari ispettivi sarà da me assunta quale riferimento per promuovere la riforma organizzativa degli Uffici e della gestione amministrativa complessiva del comune. Nel prossimo programma amministrativo che insieme agli amici delle A.C.L.I. intendo proporre ai cittadini dovranno trovare ampio risalto le motivazioni di scioglimenti riscontarti dalla Commissione ministeriale e l’altra relazione notificata a seguito una indagine amministrativa dall’Assessorato regionale EE.LL.; proponendo gli interventi opportuni per riqualificare gli uffici comunali e rideterminare il ruolo della politica in un programma il più possibile condiviso. Sono convinto che le motivazioni del Decreto di scioglimento, le prese di posizioni, gli sviluppi consequenziali, potranno modificare gli equilibri politici del comune; già da adesso però va rigettata la politica del sospetto e della denigrazione personale assunta a strumento di potere. Vito Aliquò | ||||||||
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Apprezzano il
lavoro fin qui svolto dal giornale Comunità al servizio di tutta la
comunità di Terme Vigliatore e dei paesi limitrofi. Offrire uno spazio
aperto alle opinioni, alle proposte dei cittadini, garantire la pluralità
delle idee, è un grande esempio di civiltà e di rispetto per la democrazia
di cui bisogna essere fieri. Pertanto esprimono la loro
solidarietà alla redazione e direzione di Comunità per la querela che
hanno subìto in sé ingiusta e ingenerosa rispetto ad un impegno costante e
gratuito portato avanti da nove anni a favore della nostra realtà
sociale. Invitano la redazione e
direzione di Comunità ad andare avanti su questa strada, sicuri di avere
l'appoggio ed il plauso delle Acli e di tutta la comunità. | ||||||||
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PRECONGRESSO REGIONALE ACLI- MESSINA Qualche commento….. sperando in una prossima ripresa 19 giugno 2005 Il presidente Nino Carbonaro nella sua relazione introduttiva del 04 giugno, mi ha creato non poche perplessità. Senza fare cenni alla spartizione dei poteri nelle Acli di Messina, senza fare cenno al sistema deviato di fare tesseramento, senza fare cenno alla incapacità dell’Associazione ad essere presente sul territorio sui temi attuali; ci ha parlato di scelte condivise (ma quando mai!), di associazione aperta (a chi!), di uno sviluppo imminente (ma quando!). Come ho già detto, penso che il presidente Carbonaro scriva i suoi interventi di notte. Purtroppo di giorno non li ricorda; visto che il suo comportamento è totalmente diverso dalle parole. Vedo le Acli Messinesi assolutamente assenti nella società con dei dirigenti che hanno occupato il potere, forti di un sistema di tesseramento obsoleto e che forzato ha generato deviazioni in senso non democratico delle sue rappresentanze. Vedo i servizi asserviti ai dirigenti provinciali ed utilizzati in termini spesso personalistici a favore di “amici particolari e personali” con un sistema di assegnazione di posti di lavoro, di consulenze, di locazioni e di forniture, che pone molte perplessità. Vedo le Acli lontane dalle scelte politiche, ma asservite al potere politico e per molti aspetti a vantaggio del senatore Domenico Nania Capogruppo di Alleanza Nazionale al senato della Repubblica. Dal suo intervento il presidente Carbonaro sembra voglia dare un messaggio di un ipotetico cambiamento, forse semplicemente è il nostro desiderio che ce lo fa vedere; sé fosse così saremmo lieti di poterlo incontrare sulla base di alcuni elementi essenziali, di cui io ed i miei amici ci facciamo ovviamente portatori: a) Proponiamo che le Acli siano consegnati agli iscritti tramite una nuova fase di tesseramento garantito dai nuovi vertici Regionali. b) Proponiamo che i Servizi (Patronato, Caaf, En.A.I.P., ecc.) vengano svincolate dai voleri e poteri dei singoli per essere consegnati concretamente alle Acli, i quali attraverso le proprie strutture provinciali e di Circolo ne determinano l’indirizzo politico ed il controllo amministrativo. c) Chiediamo che i bilanci, le assunzioni, le collaborazioni, le locazioni, le forniture dei servizi siano resi pubbliche ed a dispostone dei singoli iscritti. Vito Aliquò
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CONGRESSO
REGIONALE: Intervento del presidente del Circolo “Piersanti Mattarella”, Vito Aliquò, al precongresso di Messina del 04.06.2005
Questo congresso nasce chiaramente dalla crisi delle Acli, ormai ad ogni livello, per una diminuita presenza nella società. Ci permette però di essere qui presenti per discutere di una questione sotto gli occhi di tutti, da me affermata nell’occasione del congresso provinciale del gennaio 2004. Devo dire: desidero fare questo mio intervento sperando di non risultare offensivo verso nessuno, ma spero poter affermare le mie convinzioni nel modo più chiaro possibile; e lo faccio con questo intervento scritto di sintesi al fine di evitare errori, omissioni e soprattutto speculazioni di ogni genere. Ritornando a gennaio 2004, in quella occasione ho evidenziato la necessità di aprire le Acli alla società, di confrontarsi con tutti, di rivedere l’organizzazione interna, il suo tesseramento, assolutamente antiquato e chiaramente lontano dal concetto stesso di democrazia. In quella occasione il congresso ha scelto di emarginarmi (pazienza! E’ stato fatto anche con altri), ha rifiutato il confronto, ha scelto di non fare “politica”, prevalendo il nuovo ed ambiguo indirizzo che “politica” equivalga al “male” e quindi da rifiutare. Probabilmente i nostri dirigenti hanno pensato di poter tenere così unita una associazione divenuta eterogenea, non motivata dal desiderio di partecipazione e probabilmente ripiegata sulla difesa ad oltranza di ciò che resta nei servizi in termini occupazionali. Premesso di essere solidale con chi nelle Acli in qualche modo occupa un posto di lavoro, e quindi di comprendere le preoccupazioni e le aspettative di ciascuno; mi sorprende e mi preoccupa il fatto che ormai i dipendenti dei servizi Acli in massima parte non sono più iscritti all’Associazione e che la loro tutela non venga più affidata a noi, ma a delle organizzazioni sindacali, chiaramente ed ovviamente legittimati al ruolo che ricoprono. La realtà è molto eloquente; le Acli non godono più della fiducia dei dipendenti dei servizi e ricoprono nell’immaginario di questi amici l’unico ruolo consentito di “datore di lavoro”; chiaramente le Acli assomigliano più ad una associazione di imprenditori, che di lavoratori. E’ comodo, a mio avviso, il concetto di non fare politica, perchè ci consente di non esporci o rischiare in prima persona, ma è sicuramente il meno opportuno per ridare slancio e ruolo ad una associazione sempre più inconsistente e con obiettivi perlomeno poco visibili nella società reale. Non mi preoccuperebbe il fatto che gli iscritti alle Acli possano avere posizioni differenti fra di loro, quanto mi preoccupa il fatto che ormai le ACLI non rappresentano alcuna posizione nella società, sé non quella, appunto di datore di lavoro. La scelta dell’attuale presidenza di creare Centri Servizi, senza il coinvolgimento dei Circoli ed anzi concorrenti con questi ultimi, quando più opportuno sembrerebbe al sottoscritto il sostegno e la rivalutazione delle attività di servizio dei Circoli stessi; appare a mio avviso negativa e devastante, in quanto toglie spazio ai Circoli ormai in profonda crisi. Il fatto poi che gli addetti ai servizi, a loro volta costituiscano circoli con i loro “clienti”, delegittima i Circoli esistenti annullando ogni potere contrattuale e democratico all’interno dell’associazione; mettendo in discussione la stessa democrazia interna alle Acli. I cambiamenti sociali nazionali e regionali, la crisi economica, i cambiamenti organizzativi, tecnologici e culturali; dall’altro lato, rendono i Servizi, così come organizzati ed ancora peggio attraverso i centri servizi provinciali di Patti e Barcellona, superati e con forti dubbi sul mantenimento finanziario degli stessi con preoccupazioni per i livelli occupazionali attuali interni alle Acli. E’ comodo non fare politica; perchè in questo modo non appare necessario ed indispensabile doversi confrontare con gli altri; né ancora è necessario richiedere il consenso. E’comodo fare qualche convegno, riempiendo la sala con i dipendenti e gli allievi dei corsi En.A.I.P., invitando magari solo quelli che per paura, o per convinzione o per semplice delicatezza non si porranno in contrapposizione e magari ancora non invitando il sottoscritto e i suoi amici perchè ovviamente scomodi. Ma voi ritenete che sia questa la strada da percorrere? Quando Dino Penazzato fece il discorso delle tre fedeltà: Fedeltà alla classe lavoratrice; fedeltà alla Democrazia , e fedeltà alla Chiesa; fece ovviamente una scelta politica e di responsabilità. Oggi queste tre fedeltà nella nostra provincia sembrano cosa del passato rilegate nella storia; in larga misura non applicate o eventualmente applicate solo da qualcuno a titolo personale. Il tema del congresso ci chiede: quale impegno per il futuro delle Acli. Questa è semplicemente una domanda retorica. Io penso di saperlo quale impegno si richiederebbe e sicuramente lo sapete voi e lo sanno pure i nostri dirigenti; ma sempre di più questa associazione (una volta movimento della società civile) mostra di non avere le caratteristiche per assumere qualsiasi tipo di impegno. Molti dei nostri dirigenti hanno paura di aprire le porte e spesso preferiscono emarginare ed allontanare gli aclisti scomodi, attuando scelte discutibili dal punto di vista politico ed imprenditoriale. Non ritengo opportuno fare alcuna mozione o proposta in questo congresso, proprio perchè ogni proposta che potrei fare la possono fare i nostri dirigenti provinciali, sé solo lo volessero; sé fossero meno presi di sé, più capaci di ascoltare. E sé loro non lo vogliono, capite, che qualsiasi proposta in questo tipo di organizzazione e in conseguenza del tesseramento avuto negli anni scorsi, sarebbe cosa inutile. In conclusione voglio ringraziare Sua eccellenza mons. Marra, vescovo della diocesi di Messina, per la sua presa di posizione sulla crisi amministrativa a Messina (noi purtroppo non ci siamo stati!). Voglio ringraziare la presidenza tutta per avermi consentito questo mio intervento, e voglio ringraziare voi per avermi gentilmente ascoltato. Ho pensato che comunque la mia presenza ed il mio intervento fosse dovuto, ed io, da persona scomoda, spero di averlo fatto nei limiti delle mie capacità senza troppa polemica e sperando che fosse a voi gradito, ma nel caso non fosse così, nel caso il mio intervento vi avesse disturbato o semplicemente annoiato, per dirla alla Manzoni, credete che non si è fatto apposta.
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Consiglio comunale di Terme Vigliatore del 12/05/2005 Intervento: Ing. Vito Aliquò- Consigliere comunale - Presidente A.C.L.I. Signor Presidente, illustri colleghi; questo mio intervento spero possa avere il significato di un concreto contributo a favore di questo nostro martoriato comune, per questo l’ho voluto redigere in forma scritta affinché resti formale memoria agli atti di questo comune. Non mi riferisco ai lavori della Commissione di indagine antimafia negli Uffici di questo comune, anzi ritengo doveroso approfittare dell’occasione per rivolgere ai componenti della Commissione un sincero augurio di buon lavoro. Certamente in questo momento l’immagine della nostra classe politica ne risulta fortemente indebolita, come chiaramente risulta deteriorata l’immagine complessiva della città con danni momentanei all’economia generale della nostra gente. Ritengo però di dover esprimere la mia fiducia nelle indagine stesse perché, sono sicuro, contribuiranno a dare un nuovo impulso nel senso della legalità e del diritto per le scelte che interesseranno il nostro futuro. Sé posso esprimere una speranza; è che questa commissione completi i lavori nel tempo che riterrà opportuno, ma senza lasciare spazio ai dubbi e concretamente esprimendosi sui fatti che riguardano gli atti di questo comune e ciascuno di noi; affinché dopo sia possibile continuare a “fronte scoperto” il lavoro che rientra nell’impegno che ognuno ha assunto con i nostri concittadini. Ritengo che questo comune in questo momento non abbia le stesse possibilità di crescita e di sviluppo dei comuni vicini, i nostri concittadini non hanno le stesse opportunità dei cittadini dei comuni vicini, i nostri giovani sono fortemente svantaggiati rispetto ai loro coetanei degli altri comuni; ed in nome di tutti i cittadini che lo compongono intendo porre alla vostra attenzione ed a quella dell’opinione pubblica i maggiori bisogni del momento. 1) Il cattivo funzionamento del depuratore di Barcellona P.G.; il fetore diffuso quasi tutti i giorni in buona parte del comune di Terme Vigliatore ed in quello di Barcellona P.G.; il continuo bisogno di chiudersi in casa per attenuare il senso del disagio, spengono e deludono ogni aspettativa di darci un futuro fiorente nel settore del termalismo e del turismo in genere. In verità non riesco a comprendere come sia possibile che questo depuratore possa essere il più maleodorante d’Italia nella apparente indifferenza degli organi di controllo, a cominciare dell’U.S.L. Invito il signor Sindaco a volersi spendere in modo più determinato per la tutela della salute dei cittadini, da una parte, e per il diritto per ognuno di noi ad avere una qualità della vita accettabile e comunque non inferiore a quella dei cittadini dei comuni vicini. 2) Il centro del nostro comune è interessato da un traffico pesante, di giorno e di notte, di autocompattatori ed autoarticolati, che trasportano rifiuti solidi urbani da Barcellona, Milazzo, Messina ed altri comuni nella discarica di Mazzarrà S. Andrea. Per questa discarica il comune di Mazzarrà S.A. riceve, o comunque gli sono promessi, forti indennizzi per la intermediazione ambientale. Gli sono in sostanza assegnati forti contributi finanziari per intermediare l’impatto ambientale dovuto ad odori, inquinamenti, disagi in genere, con interventi che nel settore ambientale possano bilanciare gli aspetti negativi prodotti dalla discarica. La realtà è che la discarica è posta sul confine fra Mazzarrà e Terme Vigliatore, ( a tale proposito invito il signor Sindaco a voler verificare l’eventuale invasione del nostro territorio comunale); chiaramente l’emissione di odori sono divulgati sia nel comune di Mazzarrà, come anche nel nostro comune; le buste di plastica trasportate dal vento si depositano su parte del nostro comune; i possibili inquinamenti delle falde idriche interessano la falda di Terme Vigliatore, in buona parte fra Vigliatore e San Biagio; il traffico è sostenuto interamente e pesantemente dal comune di Terme Vigliatore; eppure i finanziamenti per l’intermediazione ambientale li danno solo a Mazzarrà S.A. Qualche settimana addietro un manifesto diceva “basta” rispetto ad un ripetitore delle Ferrovie a Vigliatore; indipendentemente dalla legalità o meno della costruzione del citato ripetitore, c’è di positivo che ancora qualcuno è capace di indignarsi rispetto al pericolo, anche presunto, rispetto alla nostra salute; penso che è il momento per questo Consiglio Comunale di indignarsi e dire “basta” rispetto a questa espropriazione del nostro territorio asservito alla discarica di Mazzarrà S.A., o meglio alla discarica della provincia di Messina. E’ il momento per la nostra Amministrazione di porre la questione anche eventualmente davanti alla magistratura per chiedere rispetto delle nostre esigenze. 3) A proposito di traffico sulle nostre strade. Il comune di Terme Vigliatore, come ho già detto in qualche altra occasione, è collegato in modo insufficiente con il casello dell’autostrada di Barcellona; questo è causa di disagio per lo sviluppo economico ed occupazionale del nostro territorio. Da tre anni la strada litoranea provinciale è interrotta sul torrente Termini; e non solo: in questo periodo il traffico pesante è stato appesantito al centro del nostro territorio con il passaggio degli automezzi per il trasporto della spazzatura dell’intera provincia. Mi domando come sia possibile consentire una tale situazione ed un tale degrado. A chi interessa lo sviluppo del comune di Terme Vigliatore? Ritengo che la nostra classe politica, e non mi riferisco solamente a quella presente in questo Consiglio Comunale, faccia proprio il disagio dei cittadini e degli imprenditori locali; faccia proprie le attese ed i diritti di ognuno di noi per porre fortemente la questione. 4) I nostri torrenti, Termini e Mazzarrà, sono interessati da un forte degrado. La magistratura giustamente a provveduto a porre sotto sequestro i due alvei al fine di porre un limite al continuo degradarsi dell’ambiente e di pericolo anche per il territorio comunale. Nello stesso tempo molte aziende agricole esercitano l’accesso carrabile proprio dai torrenti utilizzati da sempre come strada di accesso. Ritengo doversi affrontare la questione costruendo delle strade laterali al torrente, sia nella frazione Cannotta - Vigliatore; sia anche nella frazione Maceo e San Giovanni Ospedale, e provvedendo a chiudere ermeticamente ogni possibile accesso ai torrenti stessi. Chiedo che il signor Sindaco faccia propria la mia osservazione chiedendo gli opportuni finanziamenti. 5) In ultimo, proprio a dimostrazione come il comune di Terme Vigliatore ed i suoi cittadini non abbiano le stesse opportunità di sviluppo e di crescita dei comuni e dei cittadini vicini; intendo porre alla vostra attenzione la mancanza della linea ADSL nei collegamenti internet dal nostro territorio comunale. Sembra strano, ma mentre da Barcellona P.G., comune confinante dal lato Est, ed a Furnari, comune confinante dal lato Ovest, ciò è possibile; dal nostro comune non è possibile. La Telecom, per motivi che non conosco, vieta ad ognuno di noi l’opportunità di utilizzare in modo efficiente le nuove tecnologie. Anche questo sembra condannare il nostro comune ed i suoi cittadini ad un livello di sviluppo inferiore rispetto agli altri. Carissimi colleghi, ritengo che questo Consiglio Comunale, debba intraprendere le iniziative opportune, con la partecipazione dell’Amministrazione comunale, che ritengo non farà mancare il proprio impegno; al fine di dare nuovo slancio alle speranze di ciascuno di noi. Rivendico il diritto di poter sperare in un futuro migliore, ricco di prospettive occupazionali e foriero di fiducia per ognuno di noi. Penso che il signor Prefetto non sia stato informato della attuale situazione a Terme Vigliatore; spero fiducioso nel suo autorevole intervento, come chiedo che il Presidente del Consiglio faccia sue le mie osservazioni, che trasformi in ordine del giorno gli argomenti da me trattati e coinvolga l’intero Consiglio Comunale. Mi permetto di ringraziarvi per l’attenzione prestatami ed invito il Segretario a voler riportare integralmente il mio intervento agli atti di questo Consiglio. Invito il signor Sindaco e l’intera Giunta comunale a voler disporre le opportune determinazioni amministrative al fine di tutelare ogni cittadino rispetto ai danni subiti valutando l’opportunità di interessare delle questioni eventualmente anche gli organi giudiziari, ed ovviamente gli organi di controllo fino ovviamente al Presidente della Repubblica, nella quale istituzione siamo certi si concretizza l’uguaglianza del nostro diritto. Vito Aliquò
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CIRCOLO ACLI “Piersanti Mattarella” 16.04.2005: COMUNICATO STAMPA L’insediamento della Commissione al Comune di Terme Vigliatore (ME) nominata dal Prefetto di Messina per l’accesso agli atti finalizzato alla verifica amministrativa inerente possibili infiltrazioni mafiose, avvenuta lunedì 11 aprile 2005, pone alle ACLI alcune riflessioni. Pur rilevando il conseguente ed inevitabile deterioramento dell’immagine del comune, ritengono positiva la presenza degli Ispettori al fine di porre fine ad ogni dubbio sulla correttezza amministrativa ed alla tenuta delle istituzioni comunali in riferimento alle possibili deviazioni delinquenziali e mafiose in genere. Le ACLI esprimono la propria fiducia all’Amministrazione comunale guidata dal Sindaco dott. Nicolò Gennaro, certi che la stessa, estranea ad ogni ipotesi, opererà per facilitare le operazioni di indagine conseguenti. Le stesse fiduciose si astengono da ogni strumentalizzazione in attesa di conoscerne l’esito, rispettosi del provvedimento Prefettizio, dei principi di legalità e di giustizia. Si impegnano, a conclusione delle indagini, a porre in discussione con proprie iniziative pubbliche un serio e sereno confronto istituzionale fra i cittadini, i partiti, le associazioni e le istituzioni. | ||||||||
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Tratto da Azione Sociale N. 2- 2005 IL MALCONTENTO DEGLI ELETTORI PER UN MECCANISMO DI RAPPRESENTANZA POLITICA CHE LI VEDE AI MARGINI E' MANIFESTATO DA TEMPO ANCHE CON ASTENSIONE E SCHEDE NULLE. TORNA IN AUGE IL TEMA DELLA PARTECIPAZIONE: POSSONO LE CHIACCHIERATE ELEZIONI "PRIMARIE" ESSERE LA STRADA VERSO UNA DEMOCRAZIA PIENA? IN PRIMARIE VERITAS? Di Pio CerocchiL’avvicinarsi di importanti scadenze elettorali ha riaperto in Italia la questione della rappresentanza, pudicamente accantonata nei primi tre anni di questa legislatura, la quale era nata all'indomani di pressanti tentativi di reintrodurre il sistema elettorale proporzionale con i correttivi alla 'tedesca', o meglio ancora come li aveva indicati Roberto Ruffilli, e cioè: sbarramento al cinque per cento, indicazione di governo e sfiducia costruttiva. Ma il percorso della storia della rappresentanza in Italia, tra i referendum e le inchieste di 'Mani pulite', fu ben altro. A partire, evidentemente, dal sistema elettorale che divenne a prevalenza maggioritario, tranne una quota dei 25 per cento di proporzionale (questo per la Camera dei deputati). Anche se poi le riforme riguardarono pure i sistemi elettorali di Comuni, Regioni e Province privilegiando sempre l'elezione diretta. Insomma si cercò una via di compromesso (il famoso "mattarellum") che accontentasse da una parte le richieste dei movimenti referendari mobilitati contro la partitocrazia, e dall'altra, almeno in parte, gli stessi partiti. Come tutti i compromessi, pure quello elettorale, scontentò un po' tutti, anche se (dopo un primo esperimento con i Popolari fuori dai due schieramenti, nel 1994) finì poi nel 1996 per instaurare in Italia quel sistema bipolare ancora in vigore, nel quale, però, gli apparati dei partiti, lungi dallo scomparire come alcuni pensavano, si sono, invece rafforzati. Ed è proprio qui che si innesta la vicenda delle primarie, una soluzione di cui si parla da molto, ma che solo recentemente è entrata nel vivo dei dibattito politico. A rilanciarla è stata prima l'idea di Prodi per legittimarsi come premier di tutti i partiti dei centrosinistra, ma più ancora la concreta vicenda delle primarie per la designazione dei candidato a governatore dei centrosinistra in Puglia, dove, sovvertendo i pronostici che vedevano favorito il candidato presentato da Ds e Margherita, ha invece prevalso sia pure di stretta misura Nichi Vendola, candidato di Rifondazione comunista. Un risultato che ha aperto un varco nella diffidenza dei partiti, che difficilmente potrà essere richiuso. Un bisogno lungamente represso, infatti, sembra essere passato attraverso di esso: il desiderio dei cittadini elettori di manifestare il proprio protagonismo, mortificato dalla gestione "dall'alto" dell'elezione diretta (in questo caso dei presidenti regionali) che, invece, dovrebbe esaltare la rappresentanza della base elettorale. il dibattito, sgradito alle nomenclature dei partiti, infatti, tocca il nervo lasciato scoperto dal "mattarellum" e poi da tutte le altre riforme elettorali (comuni, province, regioni e circoscrizioni delle grandi città), le quali prevedono l'elezione diretta; e cioè la scelta dei candidati. E la questione è appunto qua: chi li sceglie? la base elettorale fino ad oggi, ha "subito" le decisioni delle coalizioni, le quali nel chiuso delle "segrete stanze", assegnano i collegi (valutati in termini di possibilità di riuscita) ai diversi candidati secondo criteri di equilibrio, che prescindono quasi sempre dalla volontà di quegli stessi elettori dai quali, però, i partiti delle coalizioni pretendono il loro “tutto” politico, cioè il voto. Un meccanismo che produce un visibile malcontento che si esprime fisiologicamente nell'astensione dal voto, o nell'annullamento della scheda. Molti elettori, infatti, avvertono l'imposizione di alcuni candidati, come una sorta di espropriazione dei loro diritto di scelta. Un diritto che con le primarie, invece, è pienamente salvaguardato. La vicenda pugliese (ma ancor di più lo saranno le primarie per il premier dei centrosinistra, ammesso naturalmente, che si svolgano in modo trasparente), ha reso evidente a tutti questo bisogno di protagonismo degli elettori, che poi corrisponde a quella che un tempo si chiamava "partecipazione". Un desiderio che adesso nessuna tattica prudenziale, per quanto autorevole essa possa essere, riuscirà più a fermare, e che per questo non può che essere accolto e, dunque, regolamentato con l'attenzione che si deve ad un atto di democrazia. Illudersi che questa voglia sia soddisfatta solo dalla Puglia o dall'annunciato confronto Prodi - Bertinotti, senza aprire alle primarie di collegio, sarebbe miope. In questi anni nei quali sono venuti maturando decisivi processi di trasformazione dei poteri e dei controlli sociale, la trasmigrazione della politica dal territorio e dalla base sociale, verso l'asetticità televisiva, autoreferenziale e non dialogica, ha lasciato dietro di sé l'insoddisfazione di chi a questo punto si sente escluso non solo dalla formazione dei consenso e, quindi, dalla partecipazione, ma anche per la sostanziale espropriazione del voto. E, dunque, insoddisfatti sono gli elettori. Cioè coloro sulle cui spalle finora si è potuto reggere questo sistema sbilanciato di rappresentanza, che ha finito per ridurre la pienezza dei diritto di voto ad una non certo entusiasmante ratifica di decisioni remote. Due sono le
considerazioni conclusive. Se nel centrosinistra prevarrà la linea (per
ora debole) di “aprire” alle primarie di collegio, essa potrà giovarsi già
nelle prossime politiche dei 2006 del valore aggiunto della mobilitazione
per questa innovazione democratica. Il ritorno, infine, della politica sul
territorio - ed è la seconda considerazione - attraverso l'esercizio della
prossimità ai bisogni della gente, rilegittimerà quei partiti, senza i
quali difficilmente può esservi democrazia. | ||||||||
CON LE PRIMARIE
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Il Circolo “Piersanti Mattarella”, in
riferimento alla propria tradizione sociale ed alle posizioni politiche
espresse nel Comune di Barcellona Pozzo di Gotto, promuovono la
costituzione di un comitato politico ed elettorale per la presentazione
nella prossima competizione elettorale comunale del 2006 di una lista per
i “Democratici e Popolari” allo scopo di dare voce alle
posizioni storiche delle ACLI, rilegate in tutta la provincia di Messina
ai margini del processo democratico e da collocare nell’ambito dei partiti
di Centro Sinistra. | ||||||||
LE A.C.L.I. IN CAMMINOI veloci cambiamenti della società comportano la necessità di adeguare la nostra struttura.La società Italiana è in rapido cambiamento, in conseguenza del forte progresso e cambiamento della scienza e delle tecnologie, ed anche in conseguenza dei cambiamenti politici in forte e rapida evoluzione. La mancanza di apporti culturali e di opinione alle organizzazioni quali le Acli, accompagnata con la paura di aprirsi ad una nuova condizione, determina la difficoltà per molti dirigenti, che certamente non intendono rischiare il ruolo consolidato in cui si trovano; per alcuni poi si tratterebbe di mettere in discussione i vantaggi di tipo personale nel tempo acquisiti. Tutto ciò determina un impoverimento dell’organizzazione, per lo più ridotta ad un’azienda di servizi e con un sistema ormai obsoleto, che vede la diffusione dei poteri solo fino alle sedi provinciali, escludendo i Circoli da ogni reale e concreta compartecipazione nelle scelte, indirizzi, organizzazione, partecipazione. Spesso le sedi provinciali arrivano addirittura a organizzare parvenze di Circoli sul territorio (strutture ovviamente fantocce finalizzate a falsare le risultanze del tesseramento, e quindi ad inficiare la stessa democrazia interna), finendo col porsi in concorrenza con i pochi circoli superstiti e reali, limitandone gli spazi, creando immagine contraddittoria rispetto a quest’ultimi, utilizzando il potere e le disponibilità finanziarie di cui ovviamente dispongono. Su queste considerazioni nasce l’esigenza di verificare l’attività del Circolo Acli “Piersanti Mattarella” di Terme Vigliatore, ovviamente le considerazioni possono essere estese a qualsiasi altro Circolo che intenda testardamente mantenere un proprio ruolo nella società che cambia. Il futuro è molto impegnativo. Il Circolo da una parte deve impegnarsi in un cammino di evoluzione e di cambiamenti in una società che cambia; dall’altro deve resistere agli atteggiamenti egemoni della sede provinciale, e diventare in qualche modo concorrente. Per la storia e per i valori che ci portiamo dietro, nella nostra mente e nel nostro cuore, il nostro obiettivo resta quello tradizionale, tendente ad incidere nella società affinché nei suoi cambiamenti non escluda l’Uomo, il suo Lavoro, la sua Fede. Il nostro Circolo non può escludere dal proprio interesse: A) La partecipazione nell’amministrazione pubblica; B) L’offerta di servizi sociali e formativi; C) Percorsi di Fede; D) Attività culturali e ricreative. Lasciando ad altra occasione l’opportunità di riflessione e di approfondimento, riteniamo opportuno per il momento sottolineare l’attività che sui singoli settori. A) La partecipazione nell’amministrazione pubblicaPer scelta e per convinzione abbiamo sempre svolto una funzione politico-amministrativa. Attualmente il nostro Circolo ricopre alcuni ruoli importanti nel comune: nel Consiglio Comunale, nella Giunta, nelle commissioni e nel Consiglio Scolastico. Ci siamo fatti promotori insieme ad altri per la creazione di un consorzio di artigiani e piccoli imprenditori per la creazione di una zona Industriale, nel quale ricopriamo anche qualche carica amministrativa. Insomma abbiamo scelto di fare attività politica ed amministrativa; ciò ci da voce nella società comunale e ci consente di dare voce ai nostri associati. Questo ruolo, che manteniamo con fatica e sacrifici, non sempre sembra gradito ed accettato. Spero nelle prossime settimane di poter pubblicare un articolo specifico sull’argomento. B) L’offerta di servizi sociali e formativiL’offerta dei servizi sociali è stata sempre presente nel nostro Circolo. Purtroppo il Circolo è escluso per scelta o per organizzazione dall’utilizzare i servizi secondo le indicazioni e gli scopi dettati dallo stesso Statuto. Il Caf ed il Patronato ci sono stati negati, costringendoci a gestire questi servizi in proprio; utilizzando di recente convenzioni di collaborazione con atri Enti. La formazione professionale voluta dal Circolo, è stata presente per quasi venti anni e con successo nella nostra struttura, grazie al sostegno dei nostri non dimenticati amici Andrea Ferlito e Francesco De Liberto. Oggi l’En.A.I.P. ha di fatto chiuso l’attività nel nostro comune e comunque ha chiuso ogni possibile collaborazione con il Circolo. Certamente non per motivi imprenditoriali, visto che Terme Vigliatore è un comune turistico e termale in rapida crescita, ma evidentemente per motivi personali di vendetta contro chi non accetta di far parte del “coro”, o semplicemente per interessi personali. Chiaramente tutta questa vicenda e comportamenti ci hanno danneggiato. Questa è la considerazione più amara: i dirigenti provinciali, che dovrebbero operare per sostenerci e farci crescere, operano invece per danneggiarci.- Vergogna!!!! C) Percorsi di Fede Il nostro tradizionale pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo, i nostri occasionali dibattiti; la nostra attività di solidarietà, anche di tipo finanziario; sono gli strumenti utilizzati. Non so sé tutto questo sia o meno sufficiente. Il nostro Circolo ha accompagnato nella crescita una intera generazione; tutti si sono distinti per correttezza, moralità, rispetto per gli altri, impegno nel lavoro: penso che qualcosa di utile abbiamo realizzato! D)Attività culturali e ricreative.Le gite e le feste sono la parte più piacevole della nostra attività. Il giornale “Comunità” rappresenta l’aspetto più impegnativo di una funzione di informazione e sviluppo del nostro progetto culturale. Insomma l’attività del nostro Circolo è molto intensa. Le difficoltà sono numerose, dovute, appunto, al cambiamento della società, all’ostruzionismo dei nostri dirigenti provinciali, al reperimento delle risorse finanziarie, all’impegno che ognuno di noi. I motivi che possono generare sconforto e indurre a rinunciare sono altrettanto numerosi e pregnanti. La voglia di andare avanti, le motivazioni culturali e personali, la forza e la valenza dei nostri obiettivi ci inducono a continuare. Non dobbiamo avere paura del progresso, dello sviluppo scientifico e tecnologico. Non possiamo farci impaurire o demotivare dall’arroganza di qualche dirigente provinciale. Il futuro ci appartiene e vogliamo tranquillizzare tutti; non lo lasceremo nelle mani di altri. Terme Vigliatore 10.03.2005 Vito Aliquò
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IN MEMORIA DI FRANCESCO DE LIBERTO I dirigenti provinciali ACLI strumentalizzano la
memoria di Franco De Liberto per conservare il loro potere personale. -
17 gennaio 2005 - Si è svolta a Messina la commemorazione del nostro
compianto Francesco De Liberto, promossa in modo fazioso e di parte
dalla cordata di potere che amministra (si fa per dire... ) le Acli a
Messina. Hanno invitato alcuni dipendenti En.A.I.P., ovviamente per fare
numero, non hanno invitato i Circoli ed i loro presidenti, almeno non
quello di Terme Vigliatore; ma soprattutto strumentalizzano il messaggio e
la memoria che Franco De Liberto ci ha lasciato. E’ ovvio, che ognuno di noi morendo lascia un messaggio di parole, di azioni, di esempi, ecc; certamente con molte contraddizioni e con qualche incertezza. Chi resta dovrebbe cogliere l’aspetto ricorrente e continuativo, e porlo all’attenzione degli altri; sé lo ritiene valido dovrebbe porlo ad indirizzo della propria attività. Mi domando, qual’è il messaggio lasciato da Franco? Sicuramente: la lealtà, l’entusiasmo e il confronto. La
lealtà verso tutti, compreso con quelli che non condividevano le sue
proposte o posizioni. L’entusiasmo per le ACLI; entusiasmo, che lo ha portato anche, giusto o sbagliato, a proporre la creazione di una televisione nostra; a stravedere nelle possibilità politiche dell’associazione (molti amici di oggi, sono stati assenti quando lui si è candidato); a pensare che le Acli potessero essere riferimento fra tutti i cittadini. Il confronto, come sistema politico interno; le Acli erano viste e proposte come “Agorà”, luogo di incontro e di confronto. Cosa hanno a che vedere i dirigenti Acli di oggi con la memoria di Francesco De Liberto?!! Come pensate che Nino Carbonaro, che non si confronta, che impedisce il dibattito, ecc; possa rappresentarne in qualche modo la memoria?!! S’è i dirigenti di oggi, chiaramente, hanno oscurato e trascurato le Acli, per impossessarsi dell’Ente di Formazione professionale (En.A.I.P.); dei posti di lavoro che in essa si trovano; degli incarichi professionali; delle forniture; delle locazioni; del tesseramento fatto nei servizi per occupare le Acli; come possono rappresentarne la memoria?. Nino Carbonaro, ha consentito alla signora Angela Maggio (amica del senatore di Alleanza Nazionale Domenico Nania) di migliorare le proprie funzioni ed il proprio stipendio all’interno dell’ente, a far lavorare all’interno dello stesso ente una prima sua sorella, poi una sua seconda sorella, poi una sua prima figlia, poi .....; e questo, escludendo ed emarginando il circolo Piersanti Mattarella ed i suoi aderenti. (Ci deve pur essere una logica!). Nino Carbonaro è responsabile di aver interposto fra lui e gli aclisti di Terme Vigliatore la figura interessata di una persona che non poteva avere, né il ruolo, né la preparazione, né la sensibilità, né l’interesse a cogliere le aspettative e gli entusiasmi di gente che delle Acli ha fatto la propria bandiera, anche di tipo personale, spendendo la propria immagine ed il proprio tempo. A
proposito di locazioni, Chi ha scelto la sede di Patti? Non vorrei fare commenti, ma perchè sono stati scelti proprio quei locali? Quale canone paga l’En.A.I.P.? Il nostro direttore ed il nostro presidente, hanno fatto valutare l’importo della locazione all’Ufficio del Territorio, o almeno lo hanno fatto valutare ad un tecnico abilitato di fiducia, o semplicemente, hanno verificato che nel comune di Patti non si trovasse niente di meglio o a minor costo? Il Consiglio di amministrazione di questo ente, ha verificato che questo fosse il più conveniente? I revisori dei Conti (ovviamente “raccomandati”, visto che sono scelti fra gli amici, ma di cui al momento non dubito della loro professionalità ed imparzialità), hanno verificato la regolarità del contratto? Certamente sarebbe ridicolo, che l’En.A.I.P., che paga profumati stipendi ed indennità di carica, avesse scelto una locazione giustificata solamente dall’amicizia del nostro Santino Ardiri (sempre presente, visto che quella è la zona assegnatagli nella spartizione) con i proprietari degli immobili. Tutto questo, comunque, non sarebbe scandaloso, sé Nino Crbonaro, accettasse il confronto, aprisse un dibattito, facendo verificare finalmente e liberamente a tutti, gli atti amministrativi dell’An.A.I.P. Vito Aliquò
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IL NATALE ISPIRAZIONE E CERTEZZA DELLA NOSTRA RINASCITA - Auguri per ciascuno di noi- Desidero fare i miei auguri a tutti
gli aclisti. Intendo farlo proponendovi una lettera che
mi è stata trasmessa e che pubblico in forma anonima ed omettendo le parti
che possano fare individuare l’autore. (Chiaramente la lettera è
stata correttamente firmata). “Caro
Sig. Presidente Ringrazio l’autore della lettera e quanti in questi mesi mi hanno sostenuto e con me hanno sostenuto le posizioni del circolo “Piersanti Mattarella”. Spero che questa lettera possa fare riflettere tutti sul clima di ipocrisia ed omertà ( “il popolo delle bocche cucite”) che umilia i valori della nostra associazione, riduce il nostro essere Uomini e Acli e deprime ogni speranza. Alla triade Carbonaro – Ardiri – Lorello, che in forza di un sistema di tesseramento antiquato hanno occupato ed asservito le ACLI, vorrei sperare che questo Natale rappresentasse anche per loro una occasione di rinascita, di ripensamento e di riflessione. Lo stesso auguro al presidente Bobba. A tutti, con sincerità
e fratellanza, auguro un futuro ricco di grandi contenuti, pieno del dono
dell’umiltà, .... BUON E SANTO NATALE.
Vito Aliquò
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IL direttore del giornale “Mondo Nuovo” ci ha
inviato questo articolo apparso sul settimanale l'Espresso che
riportiamo e sottoponiamo alla Vostra valutazione. Inoltre la
mozione e stata camuffata in modo tale da non risultare nei verbali
ufficiali. STIPENDIO Euro
19.150,00 AL MESE
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LA SPARTIZIONE DELLE ACLI DI
MESSINA Il presidente Bobba cosa fa. ........ il palo? I cosiddetti potenti, Nino Carbonaro, Santino Ardiri e Pietro Lorello, si sono spartite le Acli di Messina per funzioni e per territorio: Nino Carbonaro ha assunto la presidenza delle Acli provinciali e dell’ En.A.I.P. , nonchè la zona di Messina Città e la fascia Ionica; Santino Ardiri ha assunto la presidenza del Patronato, si è attribuito le Acli Terra e la fascia tirrenica fra Barcellona P.G. e Capo D’orlando; Pietro Lorello il Caaf e la zona fra Sant’Agata e Tusa. Hanno svenduto le Acli all’esterno riducendoli al silenzio assoluto coperto da un astenzionismo apolitico di facciata, ma difatti asservendo l’associazione agli interessi politici dei più forti. E’ il caso della zona di Barcellona P.G., dove il Patronato e L’En.A.I.P., sono state affidate senza alcun dibattito e condivisione interna, a due persone vicine alle posizioni del senatore Domenico Nania, capogruppo di Alleanza Nazionale. Si sono fatti forti con un sistema del tesseramento antiquato e che non rappresenta in modo corretto la sintesi delle posizioni interne alle Acli; hanno compromesso molti con interessi diffusi, con le assunzioni, con gli incarichi professionali, con le consulenze, con le forniture, ecc.; di cui, non ci sentiamo ancora di affermare di aver evaso le leggi, ma per lo meno riteniamo di poter dubitare della loro legittimità e rivendicare il diritto alla contestazione. Hanno emarginato e allontanato dall’associazione quanti non hanno condiviso le loro scelte. Hanno tentato di allontanare noi di Terme Vigliatore, emarginandoci, facendo ostruzionismo, togliendo ogni servizio alla nostra struttura; colpevoli di non condividere le loro scelte e di averle contestate nel congresso di circolo ed in quello provinciale. Il presidente Carbonaro è responsabile di aver interposto fra lui e il nostro circolo la presenza del responsabile di zona dell’En.A.I.P.; di aver interposto i suoi interessi nelle Acli rispetto agli interessi delle Acli. In questo contesto, la settimana scorsa il direttore dell’En.A.I.P., Marinella Bombara, è andata nel centro di Patti (era ora!) per sedare le contestazioni degli allievi rispetto al cattivo funzionamento organizzativo dell’Ente. In quella occasione ha dichiarato che il centro di Terme Vigliatore sarà chiuso, non per mancanza di utenza, ma per scelta organizzativa dell’Ente, che tende a raggruppare i centri per ridurre le spese. La signora Bombara sa bene che questa scelta, (mai comunicata al Circolo) non è frutto di scelte organizzative; fra l’altro Terme Vigliatore ha una notevole utenza non solo nel comune, di cui si rileva una delle più forti crescite nell’ambito provinciale, sia urbanistica, che sociale ed imprenditoriale, ma anche nei comuni contigui; né tanto meno riduce le spese dell’ente, né migliora le capacità organizzative. Chiaramente sarebbe un errore imprenditoriale notevole, sé fosse in buona fede. Ci rendiamo conto, però, che la signora Bombara non avrebbe potuto dire altrimenti senza tutelare il proprio stipendio legittimo e i suoi inevitabili interessi, che la compromettono e di cui ovviamente dubitiamo della loro legittimità. E’ in questo contesto che abbiamo chiesto l’intervento del presidente nazionale Bobba. Siamo certi che non lo abbia ancora fatto solo per mancanza di tempo, per i suoi gravosi e numerosi impegni, in Italia e all’estero. Ci permettiamo però insistere per porre fine ad una deviazione, che se non corretta, finirà con il compromettere l’immagine stessa della nostra Associazione. Da parte nostra pretendiamo il rispetto dei nostri diritti. In uno slogan del patronato, si afferma che nelle Acli i diritti sono di casa. E’ questo il momento di dimostrarlo. Alla triade di potere provinciale, vogliamo dire, che il tempo per rivedere le proprie scelte non può essere infinito; ancora fino ad oggi potremmo considerarle frutto di errore o di incomprensione. Ancora oggi sarebbe possibile per tutti rinunciare ai propri interessi, modificare il proprio ruolo ed i propri atteggiamenti, in funzioni degli interessi generali delle Acli, senza compromettere la propria immagine personale; probabilmente domani non ci sarà più tempo. TERME VIGLIATORE 01.11.2004 Vito Aliquò | ||||||||
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RIVENDICHIAMO IL NOSTRO DIRITTO DI ESISTERE Resistere
all’ostruzionismo e all’ avversione della sede provinciale è un dovere in
nome dei valori irrinunciabili delle Acli. Da qualche
mese nella rubrica “l’OPINIONE” di questo sito possiamo leggere
delle vicende che in qualche modo interessano le ACLI. Al momento di
maggiore rilevanza appare la questione del rapporto fra il Circolo di
Terme Vigliatore e la sede Provinciale. Devo dire di
aver ricevuto nell’ultimo periodo apprezzamenti ed incoraggiamenti
da più parti e in questa occasione, voglio ringraziare quanti,
personalmente, telefonicamente, con posta elettronica od altro, mi hanno
fatto pervenire il loro sostegno.. Ovviamente la questione non deve diventare un fatto personale fra me ed il presidente Carbonaro; anche sé gli atteggiamenti di quest’ultimo sono proprio di tipo personale, chiaramente tendenti ad allontanare dalle ACLI, me e gli amici di Terme Vigliatore. Da qui la prima considerazione. Qualcuno mi ha posto la questione, “vale la pena continuare nelle ACLI?” In più occasioni persone che la pensavano diversamente dal “potere provinciale”, per non sostenere un contraddittorio, chiaramente da un livello sfavorevole, hanno lasciato le Acli; sé io ed i miei amici facessimo la stessa cosa dovremmo concludere che per oltre venti anni abbiamo solamente perso tempo in una associazione che, evidentemente, non garantisce le minoranze, e dove gli organi dirigenti non necessariamente devono rispettare la logica della democrazia e quindi della partecipazione. Noi, malgrado tutto, non lasceremo le Acli; sono sicuro che i “potenti”, c’è la metteranno tutta, ma noi non ce ne andremo; anzi queste difficoltà sono sicuro ci faranno crescere, ed è nostra intenzione, sé ci sarà possibile, aprire una sede secondaria ed un Centro Servizi, a Barcellona; dove, secondo il mio punto di vista, i dirigenti provinciali “inciuciano” con il senatore Domenico Nania di Alleanza Nazionale. Ritornando alle osservazioni di qualche amico. Voglio precisare che più volte il sottoscritto e le Acli di Terme Vigliatore hanno tentato di aprire un dialogo che ponesse fine ad una vicenda promossa dal presidente provinciale in termini personali e vendicativi; forte ovviamente dal potere gestito e frutto di un tesseramento, sicuramente con molti limiti in termini di rappresentatività, e di cui chiediamo la riforma. Personalmente ho voluto incontrare lo stesso presidente provinciale; ho successivamente chiesto un incontro con l’altro “potente” Santino Ardiri; in ultimo il Circolo, al quale mai nessuna comunicazione è stata fatta dalla presidenza provinciale, ha chiesto l’intervento della presidenza Nazionale. Mai è stato possibile ottenere chiarimenti come sé questo non sia dovuto; come sé il presidente provinciale e la sua presidenza avessero il diritto di non rispondere ed ancora di più, di non confrontarsi. Certamente!... sé il presidente fosse pure il “padrone” delle Acli, avrebbe sicuramente ragione, ma sé lui non fosse il padrone?.... allora, prima o dopo, sarà costretto a confrontarsi con noi. Voglio ancora precisare che questo spazio nasce aperto a tutti; pone all’attenzione di tutti gli amici delle Acli una questione, che per il significato assunto, non è più una questione fra me, o fra gli amici di Terme Vigliatore, e il presidente provinciale o la presidenza; questo interessa tutti e riguarda il modo di gestire le Acli, e se permettete, anche il modo di pensare alle Acli di domani, ed anche oltre la provincia di Messina. Da parte nostra vogliamo pensare alle Acli come una struttura aperta, dove ogni iscritto possa sentirsi a casa sua. Per questo motivo continueremo a scrivere, a fare le nostre osservazioni e critiche per fare meglio, speriamo, le Acli di tutti. Sé, per questo, dovessimo parlare delle persone, dei loro interessi, dei loro atteggiamenti, ci dispiace, ma sarà perché non potremmo farlo senza. Mi permetto evidenziare, che rivolgendo la nostra critica agli altri, ovviamente ci esponiamo alla loro critica, specie sé questi sentissero, come speriamo, vacillare il loro potere assoluto. La nostra azione assume quindi una valenza maggiore di apertura, nostra nei confronti degli altri ed ovviamente di tutta la struttura dell’associazione; può irritare alcuni, ma sicuramente potrà aiutare le Acli ad intraprendere la via del confronto. Dicevo nel titolo del nostro diritto ad esistere, e per questo non possiamo non intaccare il velo dell’ipocrisia e dell’omertà, stranamente presenti nella nostra associazione. Noi siamo nati per libera scelta dei soci fondatori; ci siamo dati degli obiettivi, che nella sostanza pongono il nostro Circolo a servizio dei cittadini, proponendo servizi sociali, servizi ricreativi, servizi culturali, rappresentanza politica, voce per chi non può farsi sentire; fuori dalla logica dei partiti, magari avvolte alleati, ma capace di proporre una propria identità ed una originale opinione. Qui nasce qualche considerazione: non possiamo non svolgere attività di patronato, o di caf, o di formazione professionale. Non possiamo non farlo senza mutare la nostra natura ed i nostri obiettivi, e quindi in sintesi senza cessare di esistere. Io chiedo a voi che leggete: sé i dirigenti provinciali non ci permettessero di utilizzare i loro servizi (o sé pretendessero che lo facessimo senza alcun contributo finanziario), dovremmo non fare più questi servizi? In questo caso non sarebbe nel nostro diritto farlo con accordi e convenzioni con altri Enti, Sindacati o Associazioni? Io ritengo che in buona fede nessuno possa pretendere di modificare la nostra natura, o di farci cessare di esistere nello spirito originario, anche perché nello stesso tempo modificheremmo i valori sociali delle ACLI di presenza fra la gente; valori che riteniamo irrinunciabili. Allora cosa fare?! Terme Vigliatore 23.10.2004 Vito Aliquò | ||||||||
LE
A.C.L.I. DI TERME VIGLIATORE CHIEDONO L’INTERVENTO DELLA PRESIDENZA
NAZIONALE. Per chiarire l’atteggiamento di
boicottaggio e di avversione della Presidenza Provinciale, frutto di
vendicativa arroganza in sfregio dei valori della Democrazia e della
Partecipazione. Gli
Aclisti di Terme Vigliatore, riunitisi in assemblea nella sede
sociale il 25.09.2004, hanno esaminato il comportamento del Presidente
Provinciale e dell’intera presidenza, i quali da alcuni anni, forti del
sistema di tesseramento che li favorisce, boicottano il Circolo Acli
“Piersanti Mattarella”; impediscono la gestione dei servizi di patronato e
di Caf , rallentano la loro crescita, minacciano la chiusura del Centro
di Formazione En.A.I.P. di Terme Vigliatore, dopo averlo escluso da ogni
possibile compartecipazione nelle scelte e nella gestione. RITENGONO che tale atteggiamento sia frutto delle posizioni di contestazioni alla gestione provinciale espresse dal Circolo negli anni scorsi ed esplicitate in modo evidente in fase dell’ultimo Congresso comunale e Provinciale; e conseguenza della libera scelta del Circolo, il quale ha più volte ritenuto inopportuna la gestione “personalistica” delle ACLI provinciali e la spartizione dei relativi servizi fra gli stessi dirigenti. Da alcuni anni, dopo un breve periodo di assenza, le ACLI di Terme Vigliatore, dal 2002 esprimono una posizione politica ed amministrativa nel comune, con la presenza di un Consigliere, di un Assessore e di alcuni componenti di Commissione, ottenute con una partecipazione autonoma nella lista di maggioranza in contrapposizione alla lista di Centro Destra guidata da un componente della segreteria del senatore Domenico Nania, espressione della politica dominante nel contiguo centro di Barcellona Pozzo di Gotto. Da un anno le ACLI, con una propria lista, esprimono la maggioranza nel Consiglio Comprensivo Scolastico, sostituendo il precedente gruppo di maggioranza di Centro Destra. Nello stesso periodo, la sede provinciale inizia un processo di avversione e di emarginazione, che trova il suo massimo elemento nella decisione di chiudere il Centro di Formazione di Terme Vigliatore (mai ufficialmente comunicato) per spartire i servizi qui gestiti nei centri di Patti e di Barcellona P.G. Il sospetto è che i due fatti: il successo politico amministrativo delle Acli a Terme Vigliatore e il contemporaneo boicottaggio del Circolo e la chiusura del Centro di Formazione siano fra di loro collegati; frutto della spartizione delle Acli provinciali e del qualunquismo politico, che li vede, a Messina vicine all’on. F. Genovese della Margherita (dopo la morte dell’on. V. Leanza), a Tusa vicine all’on. Sanzarello del CDU e a Barcellona vicine al senatore D. Nania di Alleanza Nazionale. Come si può non pensare che la volontà di smantellamento dei servizi ACLI a Terme Vigliatore non sia il frutto della arroganza e della vendetta contro le posizioni del Circolo o il prezzo da pagare per accattivarsi la simpatia ed il sostegno di Alleanza Nazionale e delle amministrazioni provinciale e regionale di Centro Destra? Le ACLI di Terme Vigliatore, premesso quanto sopra CHIEDONO Che la Presidenza Nazionale voglia verificare quanto accade a Messina; evidenziando la propria determinazione a dare tutti i chiarimenti su quanto sopra riportato, fornendo altri elementi sui fatti e misfatti Messinesi. Esprimono la loro richiesta di essere sentiti dal Presidente Nazionale. Nello stesso tempo AUSPICANO che le ACLI Messinesi siano capaci di superare l’attuale gestione “personalistica”, limitando il potere degli arroganti e degli usurpatori; riportandosi sui valori della Democrazia e della Partecipazione, capaci di ritornare ad essere parte del più vasto movimento per la Pace; rischiando eventualmente anche la strumentalizzazione, ma sicuri di poterlo fare, come diceva il nostro Andrea Ferlito, proprio per quello che la Pace rappresenta per il futuro di ciascuno di noi. Che le ACLI siano capaci di ritornare a rappresentare la gente, con i loro bisogni e le loro aspettative. Che le ACLI siano capaci di credere e disegnare una società più giusta, ricca di Solidarietà e di tanta Speranza.
CIRCOLO ACLI | ||||||||
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L’opinione:
Intervento del presidente del circolo “P. Mattarella”
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Le
ACLI di Terme Vigliatore rispondono a un articolo pubblicato su
IMGPress.it dal prof. Parmaliana.
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